Sezione a differenziazione didattica Metodo Montessori

Presentazione e struttura organizzativa della scuola

La scuola primaria a differenziazione didattica metodo Montessori G. Bindoni è attiva dal a.s. 2017/ 2018 ed è situata nel quartiere di San Pelajo nella zona a nord di Treviso.
L’anno scolastico 2021/2022 vede la presenza di cinque classi a sezione unica.

Il tempo scuola è di 27 ore settimanali, con il seguente orario:

  • lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8:00 alle 13:00
  • martedì e giovedì dalle 8.00 alle 15.00

Il martedì e giovedì il servizio mensa è organizzato in due turni:

  • 1 turno dalle 12.00 alle 13.00
  • 2 turno dalle 13.00 alle 14.00

È attivo il servizio di doposcuola organizzato dalla cooperativa Comunica che prevede l’assistenza alla mensa e delle attività laboratoriali.

I principi fondamentali del Metodo

I principi fondamentali sono:

  • l’ambiente
  • i materiali di sviluppo
  • l’adulto facilitatore
  • la libera scelta
  • il movimento e la vita pratica
  • la collaborazione e le relazioni

Maria Montessori diceva del bambino: “Occorre prima arricchire la sua vita di un ambiente ove egli diventi il possessore di qualche cosa e arricchire la sua mente di conoscenza ed esperienza fatta sulla realtà. E avendogli dato tutto ciò, lasciarlo maturare nella libertà. È dalla libertà dello sviluppo, che noi possiamo attendere le manifestazioni della sua immaginazione”.

M. Montessori, L’ autoeducazione, Garzanti, Milano, 2012, p. 231

L’ambiente

L’ambiente preparato ha lo scopo di mettere in contatto i bambini con il mondo che li circonda. È organizzato affinché svolgano attività di tipo: sensoriale, motorio, cognitivo in una dimensione che favorisca la relazione e la socialità attraverso attività collaborative scelte per lo più liberamente. Si distingue per la presenza dei necessari ‘strumenti’ di lavoro psico-motorio e intellettivo degli alunni, strumenti definiti “materiali di sviluppo e di formazione interiore”. Nell’ambiente il bambino osserva, raccoglie e studia gli elementi offerti dalla natura come occasione per rispondere ai suoi bisogni di conoscenza e scoperta caratteristici di questa fase del suo sviluppo, è per questo che l’ambiente diventa “ambiente di apprendimento”.

I materiali di sviluppo

Attraverso i materiali il bambino ha l’opportunità di rendersi conto di come pensa, di adottare ipotesi, di classificare e risolvere problemi. I materiali permettono di sperimentare la propria autonomia nell’esperienza dell’autocorrezione e affrontano le difficoltà gradualmente. Stimolano il desiderio di imparare perché attraggono gli interessi dei bambini e rendono l’apprendimento piacevole.

Il materiale Montessori è il capitolo centrale del metodo e l’insegnante è una figura di mediazione.

“Il controllo materiale dell’errore conduce il bambino ad accompagnare i suoi esercizi con il ragionamento, con la critica, con l’attenzione sempre più interessata all’esattezza, con una capacità raffinata a distinguere le piccole differenze, e prepara così la coscienza del bambino a controllare gli errori, anche quando questi non sono più materiali e sensibilmente evidenti.”

Maria Montessori, La scoperta del bambino, Garzanti, Milano, 1999, p. 114

L’adulto facilitatore

Il ruolo dell’insegnante può essere paragonato a quello di un regista che organizza l’ambiente e osserva i bambini individuando i loro bisogni di sviluppo.
Montessori afferma la necessità di un insegnamento dal quale vengono esclusi indottrinamento e nozionismo, ed attribuisce al docente una funzione di guida intesa come organizzazione e direzione della vita di classe: chi insegna organizza l’ambiente degli alunni, lo arricchisce di mezzi e di esempi operativi, lasciando ai soggetti la possibilità di imparare attraverso l’azione e la ricerca delle cose; il suo è essenzialmente un compito di facilitatore dei processi e di mediatore dell’interazione soggetto-ambiente.

L’insegnante deve guardarsi da ogni tipo di sostituzione, perché questa rende passivo il bambino e lo umilia, a differenza dell’aiuto breve e delicato che lo incoraggia a far da sé.

La libera scelta

L’impegno in un lavoro interessante, che il bambino ha scelto liberamente, consente lo sviluppo della padronanza di se stesso. Occorre organizzare l’ambiente con interessi progressivi dove il bambino utilizzi il materiale di sviluppo secondo i suoi scopi; ciò favorisce in lui la nascita dell’ordine mentale e la coordinazione dei movimenti, fattori che preparano alla concentrazione. Il bambino appare quindi calmo, interessato, impegnato in attività che svolge con gioia e grande partecipazione.

Ogni giorno gli alunni scelgono liberamente le attività da svolgere, si muovono in modo rispettoso nei confronti dei compagni e dell’ambiente dove si trovano. L’insegnante presenta individualmente o in piccolo gruppo i materiali, successivamente i bambini, seguendo i propri interessi, potranno riprenderli, questo favorirà in loro la risposta ai propri bisogni interiori e permetterà lo sviluppo della personalità di ciascuno.

Il movimento e la vita pratica

Nella nostra scuola il bambino è chiamato a partecipare attivamente alla vita di classe, attraverso:

  • la cura di se stesso e del proprio materiale (vestirsi, tenere in ordine il materiale personale, ...);
  • la cura dell’ambiente e dei materiali in esso presenti (riordinare, pulire, fare giardinaggio,...);
  • il controllo dei movimenti (camminare piano, alzare e sistemare le sedie, parlare a voce bassa, ...);
  • la relazione con gli altri (salutare, scusarsi, ringraziare, collaborare, aiutare, ...).
La collaborazione e le relazioni

A scuola i bambini imparano gradualmente a diventare membri attivi della comunità: apprendono ad usare il materiale con cura e a lasciarlo in ordine per consentire l’esercitazione dei compagni, a mantenere l’ambiente piacevole e ordinato, a muoversi senza disturbare la concentrazione di chi è al lavoro. È un contesto in cui è favorito lo spontaneo bisogno di condivisione degli interessi e la scelta volontaria di impegnarsi in un’attività insieme ad uno o più compagni. La libertà individuale necessita dunque di un adattamento ai bisogni degli altri affinché si crei un equilibrio all’interno del gruppo.

Rapporti con le famiglie

L’iscrizione ad una scuola Montessori richiede l’adesione a quella che è la proposta didattica specifica di tale pedagogia. Il riconoscimento dell’unicità del bambino, il rispetto dei suoi tempi, lo sviluppo della personalità, la risposta ai bisogni di conoscenza tipici della fascia d’età 6-11 anni, rappresentano i fondamenti dell’attività didattica della scuola Montessori.

Si organizzano:

  • momenti collettivi per ciascun gruppo classe;
  • incontri specifici sul metodo Montessori per i genitori;
  • incontri individuali con ciascuna famiglia;
  • open day.